GIANT FATHOM 1 2018

Aprile 2018, questa che vedete in foto è stata la mia prima “vera” bicicletta, quando nel 2018 decisi che volevo una bici decente per iniziare a pedalare, ignoravo il fatto che ogni MTB avesse le sue “specificità specialistiche” (es. Xc, Marathon, All Mountain, Enduro, DH…), e ignoravo anche il fatto che l’abbreviazione di Mountain bike fosse MTB, per me esistevano le bici da corsa (BDC), le city bike e le MTB (con uno, due o nessun ammortizzatore). Così mi recai da un rivenditore della mia zona, esordendo banalmente con un “vorrei una Mountain bike”, al che mi fece un sacco di domande: dalla misura delle ruote, al n. di corone, al tipo di freni, a cosa volevo farci ecc. io sapevo solamente che avevo in tasca 1500 euro, morale della favola, scelsi la mia prima MTB basandomi solo ed esclusivamente sull’estetica:“voglio quella blu puffo che costa 1300 euro e che ha la forcella doratina”. Così comprai una MTB da XC (cross country), front, con forcella ad aria, steli da 32 e 120mm di escursione, cambio shimano slx 11v, con monocorona da 30 e pacco pignoni 11–46, ruote tubeless da 27,5 2.35, sella telescopica e freni a disco idraulici shimano, sono passati mesi prima di comprendere cosa avessi acquistato, ma quando lo scoprii, la scelta non si rivelò sbagliata per quello che stavo facendo.

CANYON SPECTRAL ON 6.0

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Dicembre 2018, km percorsi con la Giant: 1500, nozioni apprese sulle MTB: molte e male, tredicesima: bonificata… Risultava ormai chiaro che al mezzo a due ruote a propulsione umana, mi ero appassionato parecchio, ma dentro la mia testa la XC non bastava più, volevo arrivare oltre, volevo esplorare nuovi territori e aggredire terreni più ostili, ormai da qualche mese mi frullava in testa l’acquisto di una ebike da enduro, si avete letto bene, una ebike, mi stavo distruggendo la testa per capire quale fosse la migliore, o meglio, quale potevo permettermi, nonostante riecheggiassero nelle mie orecchie le solite scontate frasi “LE EBIKE FANNO SCHIFO”, “SONO RIDICOLI QUELLI CON LE EBIKE”, “EH MA SEI GIOVANE, USA QUELLE GAMBINE SFATICATO” e a rincarare la dose i vecchi del paese “QUAND I ERO GIOVO, A L’AVJA NEN EL MOTOR DZORA LA BICICLETTA, FATE FURB FOL, PEDALA” (traduzione: quando io ero giovane non avevo il motore sulla bici, fatti furbo stolto, pedala), incurante decisi di acquistare con un semplice click la Canyon Spectral ON 6.0 da enduro: telaio possente, escursione delle sospensioni da 150mm, gomme spaiate 29 anteriore e 27,5+ posteriore, motore Shimano Steps con batteria da 504wh, trasmissione Sram NX Eagle 12v e impianto frenante a 4 pistoncini Sram Guide RE con dischi da 203mm, in grado di fermare in un fazzoletto i 21kg del mezzo, ora potevo affrontare senza esperienza alcuna anche i trail più estremi e scoscesi e arrampicarmi su terreni per me prima impraticabili, la ebike è divertimento puro, per chi come me non è uno scalatore appassionato, la ebike ti rende le salite impervie e i noiosi trasferimenti più gestibili e meno noiosi, una ebike bisogna comprenderla prima di giudicarla come fa la maggior parte delle persone, bisogna usarla nel modo giusto per apprezzarla e quello che difficilmente riesco a far capire è che una ebike non sostituisce in nessun modo una bicicletta “muscolare”. Nulla da dire su questo mezzo, è stato uno di quei rari casi in cui non ho cannato l’acquisto, è una MTB fantastica per il rapporto qualità prezzo, un piacere da guidare e ai miei occhi bellissima, difetti? io sono una persona estremamente critica e mai soddisfatta, soprattutto nei confronti dei miei acquisti, ma a questa Canyon, difetti, nel vero senso del termine, non riesco a trovarne, certo, allo Sram Nx Eagle avrei preferito uno Shimano XT e ai freni Sram Guide RE avrei preferito degli Shimano XT, ma è una cosa puramente soggettiva, banale dire che avrei voluto qualche metro di dislivello in più dal motore Shimano, ma è cercare il pelo nell’uovo, il mezzo perfetto non esiste e se esistesse non costerebbe certo 3800 euro.

ORBEA TERRA H31-D19

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Marzo 2019, su asfalto, con una Mountain bike, non puoi nulla contro quelli con la bici da corsa, come diceva Ramon nel film per un pugno di dollari: “Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto”, sostituite la parola pistola con MTB e fucile con BDC e la similitudine è fatta. Rapportatura, peso, tipologia di ruota e geometrie, non rendono l’asfalto il terreno ideale per una MTB, sia con la Giant, ma soprattutto con la Canyon, le bici da corsa, mi “sverniciavano” prepotentemente, avevo bisogno di velocità, leggerezza, rapporti lunghi e ruote grandi con il battistrada stretto, a peggiorare il tutto, nella mia testa si stava insinuando l’idea di voler fare qualche viaggetto pressappochistico in sella alla bici, quello che diventerà il “ciclopressappochismo turistico”, ritenni che il miglior compromesso tra versatilità e prestazioni era una bici Gravel (ghiaia), una via di mezzo tra BDC e MTB, mi misi quindi alla ricerca della mia Gravel ideale, molto sicuro di me e certo di avere le necessarie competenze per fare la giusta scelta, mi sbagliavo, venni immediatamente riproiettato nell’Aprile 2018, quando comprai la mia prima MTB totalmente a caso (consapevolmente), ora (inconsapevolmente), stavo acquistando la mia prima BDC totalmente a caso. Scelsi una Orbea Terra H31-D19, versione stealth, nera opaca, telaio in alluminio, forcella in carbonio, peso 9kg, cambio Sram Rival 1 con monocorona da 40t e pacco pignoni 11–36, freni idraulici Sram Rival, ruote da 28″ con coperture 700c 40mm e predisposizioni per portapacchi e parafanghi… tutto molto bello sulla carta, ma nella realtà, potenzialmente avevo cannato l’acquisto: mi resi conto che la posizione di una BDC è completamente diversa da quella di una MTB, che il monocorona su una BDC è completamente diverso rispetto al monocorona di una MTB e che spendendo meno, avrei potuto avere una bici forse più adatta alle mie esigenze, all’inizio l’ho odiata, ma non mi sono arreso, ho tenuto duro, ho iniziato ad apprezzarla e ad andare veloce come il vento, ho dovuto fare qualche aggiustamento per farmela su misura: come la sostituzione del manubrio originale, in favore di uno più largo e scampanato, la sostituzione della pipa manubrio originale, con una 10mm più corta e regolabile in inclinazione e la sostituzione del pacco pignoni per avere una rapportatura più adatta alle mie gambe, oggi, posso dire di essere soddisfatto, ma soprattutto più competente pro futuro. PS. gli altri ciclisti continuano a verniciarmi, ma un po’ meno.

BROMPTON M6R

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La regina indiscussa delle bici pieghevoli, con alle spalle una storia di 40 anni, è la più “foldabile” di tutte le pieghevoli in commercio, ruote da 16″, telaio in pesantissimo acciaio (13 kg nel mio allestimento), se la pedali rimani stupito per la comodità e per la scorrevolezza, non sembra quasi di pedalare una bici pesante con ruotine da 16″, è veramente una bomba.

BIANCHI THOMISUS (Ragno)

Non ne conosco il motivo, ma ad un certo punto della mia vita, ho deciso di volere una Bianchi Ragno, forse perchè è bellissima? E’ una MTB degli anni 80/90 che per il suo insolito design e le grafiche accattivanti era molto ambita tra i ragazzini dell’epoca, telaio in “ferraccio”, anche se Bianchi parla di acciaio trafilato speciale a sezioni diverse, di certo all’epoca si badava poco al peso perchè questo cancelletto con tubi aggiunti a caso qua e là, pesa ben 16 Kg.La Bianchi ragno è stata prodotta per molti anni senza mai cambiare più di tanto, esistevano diversi allestimenti, la mia è una THOMISUS costava 750.000 lire ed era il modello immediatamente successivo al base, monta meccanica SHIMANO GS200, salendo di gamma c’erano poi la PHOLCUS 800.000 lire montata SUNTOUR XCM, la THERIDON 900.000 lire montata SHIMANO LX, la MIGALE 1.200.000 lire montata SUNTOUR XCD 6000 e la top di gamma ARANEUS 1.600.000 lire, equipaggiata con meccanica SHIMANO XT, i vari modelli differivano poi per altri piccoli particolari.

CHINA FIXED

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Telaio MERCIER in acciaio alleggerito degli anni ’80 e una manciata dei peggiori componenti cinesi reperiti su ebay, è una bici praticamente inutilizzabile e infatti è finita come complemento d’arredo sul muro del mio salotto.