Ami andare in bicicletta, ma la vivi totalmente a caso? Prediligi guardare il “deretano ai passeri” durante le tue uscite anziché distruggere un KOM dietro l’altro? Hai un’attrezzatura pressappochistica e gli altri ciclisti ti hanno tolto il saluto? Bene, sei nel posto giusto… BENVENUTO

Fabbricato nel 1983, non ho mai avuto le idee chiare su nulla, in particolare su cosa fare della mia vita, ho scelto un percorso di studi a caso (grafico pubblicitario), faccio un lavoro a caso (impiegato informatico) e nemmeno troppo bene, negli anni mi sono appassionato estemporaneamente ad una quantità esagerata di cose, talmente tante, che non me le ricordo nemmeno tutte: snowboard, astronomia, aggressive in line skate, sci, tuning, drifting, motociclismo, judo, saldatura, fotografia, arrampicata, body building ecc. ecc. ma senza mai brillare o ottenere risultati significativi, questo probabilmente perchè mi mancano altre tre doti: la costanza, la determinazione e l’ambizione, da che ricordo, non sono mai stato competitivo, non mi è mai interessato vincere o emergere, inoltre dopo un po’ che faccio una cosa, tendo a stufarmi, cosa non mi sono mai mancate, sono state invece: la creatività, la curiosità e la versatilità.

IO CHE MI METTO I BASTONI TRA LE RUOTE

Per molti di voi che state leggendo, questo mio modus vivendi, risulterà inconcepibile, tantè che per anni anche io, pensando di essere sbagliato, ci ho patito, ci ho rimuginato, mi ci sono incazzato, ho cercato di migliorarmi per trovare una strada, ma senza riuscirci, ad un certo punto, mi sono rassegnato e mi sono detto:“sono pressappochista, non posso farci nulla, mi devo rassegnare e a pensarci bene, non è mai stato un problema, ognuno è fatto a modo suo, ognuno ha la sua testa, e la cosa migliore da fare è assecondarsi, grazie al mio pressappochismo, grazie alle cose fatte senza riflettere, come ad esempio comprare un Piaggio Ciao per farci Torino- Londra, probabilmente ho fatto più cose (MALE), di quante ne avrei fatte se avessi avuto un piano di vita, sia chiaro, non sto dicendo che è meglio essere pressappochisti, altrimenti probabilmente non esisterebbe ancora la ruota, anzi, avere dei progetti, sapere cosa si desidera dal proprio futuro ed essere determinati a raggiungere degli obbiettivi, è cosa sana e giusta.

IO CHE GUARDO UN CANTIERE

Ma veniamo al dunque, nel 2018 mi sono appassionato pressappochisticamente al ciclismo, mi sono comprato un Giant Fathom 1, una MTB da XC di fascia media, mi sono comprato un completo da decatlon per pochi euro e ho iniziato a pedalare “che figata mi sono detto” uno sport sano, divertente, bellissimo che mi permette di stare in mezzo alla natura e vedere posti bellissimi, solo con la forza propulsiva delle mie gracili gambe, ma ben presto mi sono reso conto che non è tutto rosa e fiori, e il ciclismo, come il fitness, nasconde un lato oscuro: fanatismo, esaltazione e autocelebrazione, sono ai massimi livelli, sembra che siano tutti dei fenomeni a sentirli parlare e tu ultimo arrivato fai schifo, se non indossi certi panni, se non cavalchi certi mezzi e non affronti i Trail come Nino Shurter o Fabio Wibmer non sei degno di saluto, come se questi signori fossero nati “imparati”, se poi hai una e-bike, non sei un vero ciclista e qui ci sarebbe da aprire una grossa parentesi, ma vi dico solo che gli ebiker (io per primo) sono consapevoli di fare un altro sport, gli ebiker sono consapevoli di fare un altro sport, ma non dovete lasciarvi condizionare da questi personaggi, credetemi, in questo ambiente c’è tanta gente simpatica e disponibile, che quando ti vede in difficoltà è pronta a darti una mano e magari a condividere la conoscenza che ti manca, senza giudicarti perché non hai il Garmin da 800 euro e non ti spari 2000mt di dislivello in pausa pranzo, c’è una sana competizione per chi è competitivo e vuole mettersi alla prova.

IO DIETRO AD UN ALBERO

Da qui nasce il ciclismo pressappochistico, la mia personale interpretazione del ciclismo, vorrei che la gente si appassionasse a questo sport, facendogli capire che non è necessario avere attrezzature super costose o un allenamento da atleta, bastano una bici, delle gambe e la passione, si può anche pedalare “guardando il culo ai passeri”, si può’ non essere capaci ad affrontare una mulattiera impervia e scoscesa, ma chi se ne frega, mica devo vincere la Red Bull Rampage, non fatevi scoraggiare dai fenomeni che vi passano in salita ai 30 km/h mentre voi sudate e tribolate, lasciateli andare, anche loro che adesso fanno i fighi, probabilmente un tempo erano come voi, non scoraggiatevi se qualcuno è più bravo e che per questo la bicicletta non faccia per voi, ovunque passa un messaggio secondo me sbagliato, per cui devi essere un vincente, devi essere il migliore, che il secondo è il primo degli ultimi, che se vuoi puoi, non è vero, non siamo tutti dei vincenti, ma questo non vuol dire che non possiamo divertirci e poi dai… siamo all’asilo che si sentono ancora le diatribe tra BDC, MTB, E-BIKE, GRAZIELLA, CITY BIKE, BMX, ECC. si fa tutti la stessa cosa: SI PEDALA, per quanto mi riguarda siamo tutti amici… poi ovvio… c’è sempre quello che ti sta sulle balle a prescindere dalla bici che cavalca 

Poi… credete a chi volete e fate quello che vi pare, quello che avete letto è solo la mia opinione, condivisibile o meno, lungi da me elevarmi a maestro di vita, ma se ne cercate uno, Youtube ne è pieno.

Un caro saluto Brusa